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Zone Creative a Matanzas per trasformare idee in opportunità concrete

A Matanzas (Cuba), in questi giorni, la parola “cooperazione” ha assunto una dimensione concreta. Non è rimasta confinata nei documenti di progetto, ma ha preso forma nelle sale dell’Oficina del Conservador, nelle strade del centro storico, tra i banchi della fiera delle imprese locali e nelle discussioni su come trasformare idee culturali in opportunità di lavoro.

La città, come il resto del Paese, vive in un contesto segnato da una grave crisi economica ed energetica, aggravata dal blocco imposto dagli Stati Uniti. I blackout prolungati colpiscono la vita quotidiana, i servizi pubblici, gli spazi culturali, rendendo ancora più urgente il valore della cooperazione internazionale e della solidarietà tra i popoli.

È in questo scenario che si è svolta la missione del progetto “Zone Creative”, finanziato dalla Cooperazione Italiana e promosso per la zona di Matanzas da ARCS. Dal 10 al 13 febbraio, Paola Autore di CoopCulture e Roberta Trovatelli di LegaCoop Emilia-Romagna hanno portato a Matanzas l’esperienza del cooperativismo italiano, non come modello da esportare, ma come punto di confronto con istituzioni, professionisti e giovani imprenditori culturali cubani.

Il primo passaggio è stato fare il punto su quanto costruito finora. Durante il tavolo di lavoro iniziale, il team di “Zone Creative” ha presentato i risultati del primo anno: i percorsi di formazione che hanno coinvolto giovani imprenditori culturali locali, la nascita di nuove reti professionali, l’avanzamento dei lavori dell’immobile destinato a diventare centro culturale per le industrie creative, la progettazione di una rotta turistica capace di collegare le quattro aree del progetto e l’avvio di un osservatorio cittadino sulle industrie culturali. Non un elenco di attività, ma tasselli di una strategia che mette la cultura al centro dello sviluppo urbano.

Questo filo si è reso ancora più evidente nella visita al quartiere della Marina, area popolare e centrale che oggi vive condizioni complesse ma che rappresenta uno snodo decisivo per il futuro della città. L’Oficina del Conservador di Matanzas ha illustrato una proposta di re-urbanizzazione che punta a intrecciare riqualificazione fisica e rilancio socio-economico. Camminare tra le sue strade ha permesso di misurare la distanza e la possibile connessione tra pianificazione tecnica e vita quotidiana.

È dentro questa cornice che si è inserito il confronto sul cooperativismo. Nella sua conferenza, Roberta Trovatelli ha spiegato come nascono e funzionano le cooperative in Italia, quali sono i loro ambiti di intervento e perché rappresentano uno strumento centrale per l’economia sociale. Il dialogo con i rappresentanti del cooperativismo cubano ha messo sul tavolo questioni molto concrete: limiti normativi, sostenibilità nel tempo, necessità di accompagnamento tecnico e istituzionale.

Secondo Carlos León, direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Oficina del Conservador di Matanzas, “le due conferenze tenute da Paola e Roberta sono un valore aggiunto per il progetto rispetto al risultato chiave della formazione dei nuovi attori locali. Durante questi corsi si sono identificate le difficoltà e le vulnerabilità che si incontrano nella creazione di nuove imprese, ed i temi trattati dalle due esperte rispondono perfettamente a queste necessità e si allineano anche con ciò che è proposto dalla nuova legge sul cooperativismo locale”. Un riscontro che, ha aggiunto, si è visto “nell’ampio livello di partecipazione e nei dibattiti che si sono venuti a creare”.

L’intervento di Paola Autore ha spostato l’attenzione sulla gestione di spazi e siti culturali, portando esempi di rigenerazione urbana in Italia in cui la cultura diventa leva di trasformazione. Il confronto con le istituzioni presenti (dalla Dirección de Desarrollo del Gobierno provincial al CIERIC, dall’ACAA all’UNEAC e all’UNAIC) si è concentrato su una domanda condivisa: quali condizioni sono necessarie perché il patrimonio materiale e immateriale di Matanzas possa generare sviluppo in modo stabile?

“È stata un’esperienza molto interessante”, ha commentato Roberta Trovatelli, “in particolare le prime giornate in cui ho potuto conoscere nel dettaglio il progetto Zone Creative e questa realtà. I propositi sono ambiziosi ma c’è grande entusiasmo negli stakeholder incontrati. Ho riscontrato un forte interesse per il cooperativismo e per il contributo che può offrire alla rigenerazione urbana”.

Con uno sguardo più analitico, Paola Autore ha sottolineato che “questi giorni di incontri e scambio sono stati densi e stimolanti, a partire dalle grandi potenzialità dei luoghi in termini di valore culturale e turistico. Allo stesso tempo è necessario creare condizioni abilitanti affinché, in un’ottica di collaborazione e reciproca responsabilità tra pubblico e privato, si possa innescare un percorso di sviluppo strutturato. In questo contesto la cooperativa può essere una forma di impresa capace di rispondere alle necessità delle persone, della comunità e del territorio”.

La settimana si è conclusa con la terza edizione della fiera delle imprese coinvolte nelle formazioni del progetto e con la consegna dei diplomi ai partecipanti dell’ultima sessione. Un momento che ha reso visibile il passaggio dalla formazione all’azione: nuove iniziative culturali che provano a radicarsi nel territorio e a dialogare con le istituzioni.

Il filo conduttore di questi giorni a Matanzas è stato chiaro: mettere in relazione competenze, esperienze e responsabilità diverse per costruire condizioni di sviluppo locale più solide. “Zone Creative a Matanzas” continua così a lavorare su un terreno complesso, dove la cooperazione non è uno slogan, ma un processo che richiede confronto, adattamento e scelte condivise.

 

In collaborazione con ARCS> https://www.arcsculturesolidali.org/2026/02/18/a-cuba-per-trasformare-idee-in-opportunita-concrete/