Conferenza Internazionale dei Donanti in solidarietà con i migranti e rifugiati venezuelani

La Conferenza Internazionale dei Donanti in solidarietà con i migranti e rifugiati venezuelani, organizzata dall’Unione Europea e il governo spagnolo con il supporto dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), si è svolta lo scorso 26 maggio in modalità virtuale con la partecipazione di più di 60 paesi. Come annunciato alla fine della riunione, i fondi totali raccolti dai governi e gli istituti bancari presenti (Banca Mondiale, Banca Europea per gli Investimenti, Banca Inter-americana di Sviluppo) sono stati 2.54 miliardi di euro, di cui 595 milioni di euro a dono, sotto forma di contributi flessibili e che potrebbero comunque subire modificazione in aumento o in diminuzione nelle prossime settimane, bilaterali o multi-bilaterali, diretti al Venezuela o ai paesi della regione più colpiti dalla crisi migratoria, principalmente Colombia, Perù, Ecuador e Brasile.

Di fatto, secondo le proiezioni per il 2020 la Colombia arriverà ad accogliere 2,5 milioni (rispetto ai 1,8 milioni attuali) e l’America Latina in generale circa 5,8 milioni di migranti venezuelani. Il Perù accoglie attualmente 870.000 migranti dal Venezuela, il Cile 1.5 milione di persone di cui 500.000 venezuelani, l’Ecuador ha sperimentato un transito di 2 milioni di venezuelani che sono rimasti (400.000) o hanno raggiunto altri destini ed infine il Brasile accoglie 260.000 migranti e rifugiati venezuelani. Tutti i paesi menzionati hanno sottolineato che la situazione di vulnerabilità economica e sociale (ad eccetto del Cile che ha chiesto di essere considerato come paese ricettore di progetti di cooperazione nonostante il proprio livello di sviluppo) in cui si trovano è stata ulteriormente esacerbata dalla pandemia del COVID19 e che è necessario rafforzare i sistemi sanitari nazionali per poter fronteggiare la crisi e favorire l’inclusione dei migranti.

 

Molti paesi hanno insistito sulla necessità di iniziare a realizzare investimenti consistenti sia in ambito umanitario che in quello dello sviluppo all’interno del Venezuela per cercare di alleggerire la situazione socio economica che vivono molte città e comunità rurali all’interno del Paese.

L’Italia, rappresentata dalla Vice Ministra Del Re durante la conferenza, contribuirà con 3 milioni di euro addizionali per il 2020 da destinare all’RMRP a valere su fondi DGCS e DGIT a favore di organizzazioni internazionali umanitarie che verranno selezionate nelle prossime settimane. La Vice Ministra ha espresso solidarietà e vicinanza nei confronti dei paesi di accoglienza, rimarcando l’impegno italiano nella crisi venezuelana ed esprimendo la necessità di adottare soluzioni a lungo termine per la crisi politica e istituzionale in Venezuela.

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