profilo e obiettivi

Profilo e obiettivi

Per l’Italia, la Cooperazione allo Sviluppo costituisce parte integrante e qualificante della sua politica estera. L’attuale architettura istituzionale della Cooperazione Italiana è il risultato di una profonda ristrutturazione avviata con la Legge 125/2014, con la quale sono stati creati due nuovi soggetti che si sono affiancati al MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale): l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e la Cassa Depositi e Prestiti (CDP). Oltre alla creazione dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, la Legge 125/2014 ha contribuito al rinnovamento del Sistema Italia rendendolo più dinamico, anche grazie all’inclusione di nuovi attori del non profit e del settore privato. I soggetti riconosciuti dal Sistema Italia sono molteplici: amministrazioni statali, università, enti pubblici, regioni, province autonome ed enti locali, organizzazioni della società civile (tra cui ONG, Associazioni, Commercio equo e solidale, diaspore), ed infine enti del settore privato che rispettino le caratteristiche stabilite e aderiscano agli standard sulla responsabilità sociale e sull’impatto ambientale, oltre che alle norme sui diritti umani per gli investimenti internazionali. Secondo il principio di sussidiarietà, la Cooperazione italiana promuove il coinvolgimento di attori pubblici e privati quando le rispettive competenze tecniche costituiscano un contributo qualificato per la migliore realizzazione degli interventi.

La sede AICS de L’Avana valorizza quegli elementi di forza e tipicità del Sistema Italia che richiamano esplicitamente le finalità della Cooperazione italiana e che trovano anche fondamento nei principi innovatori della Legge 125/2014, volti a rafforzare maggiormente: le autonomie locali ed i partenariati territoriali per promuovere interrelazioni e rafforzare processi di scambio e trasferimento di conoscenze a supporto del processo di decentramento per favorire uno sviluppo locale inclusivo e sostenibile; la ricerca, il know-how e l’innovazione tecnologica quali strumenti cruciali per consolidare una crescita sostenibile tramite modelli di sviluppo appropriati; una economia creativa, inclusiva e sostenibile per sfruttare le competenze e le potenzialità offerte dalla cultura in senso globale, quale fonte di crescita e occupazione. È interesse comune adottare un approccio strategico integrato e innovativo che sia frutto della capitalizzazione delle esperienze positive realizzate dalla Cooperazione italiana, allo scopo di superare la concezione classica di progetto quale risposta efficace alla frammentazione e dispersione dell’aiuto. Per tale motivo, le iniziative sono realizzate in maniera strettamente coordinata e concertata nei diversi ambiti d’intervento al fine di garantirne la massima efficacia e complementarietà.

 

Gli obiettivi definitivi della cooperazione allo sviluppo sono descritti nei primi articoli della legge: eliminazione della povertà, riduzione delle disuguaglianze, promozione dei diritti umani e dell’equità di genere, sostegno alla democrazia liberale e istituzione dello stato di diritto. In altre parole, lo sviluppo non è solo definito come un “programma economico” ma un programma di promozione umana.

La legge 125/14 indica gli obiettivi della cooperazione, tra cui l’eliminazione della povertà, la riduzione delle disuguaglianze, la protezione dei diritti civili e della dignità personale, compresa la parità di genere e le pari opportunità, nonché la prevenzione di conflitti e sostegno ai processi di pace. L’Agenzia deve adottare un documento triennale di pianificazione e orientamento sulle politiche di cooperazione e sviluppo, che deve essere approvato dal governo italiano entro il 31 marzo di ogni anno.

Poiché la cooperazione internazionale è stata definita come “parte integrante e qualificante della politica estera”, è responsabilità del Vice Ministro supervisionare il funzionamento di questo sistema unitario e coerente, assistito dalla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo. La legge 125 assegna il ruolo di “Banca italiana per lo sviluppo” a Cassa Depositi e Prestiti, la cui esperienza e rete di alleanze e relazioni con istituzioni finanziarie internazionali sono in grado di fornire un importante impulso alla cooperazione italiana.

Canali di cooperazione

attraverso contributi al budget generale delle organizzazioni, il finanziamento di iniziative promosse e attuate dalle stesse organizzazioni o il finanziamento di iniziative promosse dall’Italia e affidate a organizzazioni

attraverso progetti, programmi e iniziative di donazioni, finanziati dall’Italia totalmente o parzialmente, attuati attraverso l’AICS. Devono rispondere a una specifica richiesta del paese partner, conformemente ai principi di piena proprietà e partecipazione. In alternativa, può anche essere sviluppato attraverso contributi finanziari diretti al bilancio pubblico del paese partner

si tratta di interventi umanitari di emergenza, finalizzati al salvataggio e all’assistenza delle popolazioni e al rapido ristabilimento delle condizioni per il recupero dei processi di sviluppo. Sono deliberati dal Ministro (MAECI) o dal Vice Ministro e implementate da AICS con soggetti che hanno esperienza specifica e che operano in situ e possono avere carattere bilaterale o multilaterale

il ministro degli Affari esteri è responsabile delle relazioni con l’UE in merito agli strumenti finanziari europei e al Fondo europeo di sviluppo. AICS svolge anche attività tecnico-operative relative alla ricerca preliminare, alla formulazione, al finanziamento, alla gestione e al controllo delle iniziative di cooperazione

ONG, organizzazioni senza scopo di lucro, organizzazioni del commercio equo e solidale, finanziamenti etici e di microcredito, comunità di immigrati, imprese cooperative e sociali, organizzazioni sindacali di lavoratori e imprenditori, fondazioni, organizzazioni di volontariato, promozione sociale, organizzazioni a carico dello stato consultivo di ECOSOC. Il bando viene pubblicato ogni anno: possono partecipare solo le organizzazioni registrate in una lista. Le iniziative sono controllate e monitorate dalla sede centrale di AICS

sono crediti concessi alle società italiane per la costituzione di joint venture nei paesi partner. I prestiti preferenziali sono concessi a investitori pubblici o privati e organizzazioni internazionali al fine di finanziare imprese miste o fornire forme di facilitazione per supportare lo sviluppo dei paesi partner. È stato inoltre istituito un fondo di garanzia del prestito, finanziato dal fondo rotativo ai sensi dell’art. 8 della legge 125

regioni, province autonome, autorità locali, università. Sono disciplinati dalla legge 125/2014 e il bando viene pubblicato ogni anno.