L’Italia, insieme a 13 paesi creditori di Cuba e membri del Club di Parigi – tra gli altri, Francia, Spagna, Giappone, Australia, Regno Unito, Svezia e Svizzera -, ha firmato il 12 dicembre 2015 un accordo storico con il Governo della Repubblica di Cuba per la ristrutturazione del debito estero. L’accordo prevede componenti di cancellazione, ristrutturazione e conversione di una quota del debito con diverse modalità durante un periodo di 18 anni, in cambio della progressiva cancellazione degli interessi arretrati. L’Italia, quarto creditore dopo Francia, Spagna e Giappone, ha avuto un ruolo cruciale nel finalizzare l’accordo offrendo la disponibilità, insieme agli altri 3 paesi, per la conversione di una parte del debito in progetti di sviluppo umano e socio-economico sostenibile, da concordare bilateralmente.
La conversione in cooperazione allo sviluppo
A seguito di un processo di negoziazione tra il Governo della Repubblica di Cuba e il Governo della Repubblica Italiana, è stata concordata la conversione di una parte del debito accumulato da Cuba nei confronti dell’Italia in progetti di sviluppo, per un totale di circa 13,37 milioni di euro. L’accordo è stato firmato a L’Avana nel luglio 2016 dall’allora Vice Ministro degli Affari Esteri Mario Giro, non solo stabilisce la conversione in progetti di sviluppo di tutti gli arretrati del credito d’aiuto (circa 13,37 milioni di euro), ma anche la progressiva cancellazione di tutti gli interessi accumulati (circa 5,77 milioni di euro).
Ad oggi sono state approvate 13 iniziative di cooperazione in occasione dei 9 Comitati Binazionali Cuba-Italia finora realizzati. Tali iniziative si focalizzano sui tre settori prioritari per la cooperazione italiana a Cuba, – Cultura, Agricoltura e Sviluppo Locale, – e spesso rappresentano dei contributi che vanno a supportare iniziative già approvate dall’ufficio AICS L’Avana nel quadro della programmazione ordinaria.