Mailyn E. Castro Premier è una architetta di formazione, ma il suo percorso professionale l’ha portata presto oltre la progettazione fisica degli spazi. Con la specializzazione in pianificazione territoriale e urbanistica, ha iniziato a lavorare sui temi dello sviluppo locale e della governance, maturando un’esperienza pluriennale nel coordinamento di progetti di cooperazione internazionale. In particolare, ha accompagnato diversi comuni cubani nella elaborazione e attuazione delle Strategie di Sviluppo Municipale (EDM).
La storia di Yadan Figueroa Felipe segue invece un percorso diverso. Da giovane era attratto dalla storia e dalla letteratura con il desiderio di raccontare il passato. La realtà del Paese negli anni ’90 lo ha spinto a scegliere una strada più pratica: studiare agronomia per contribuire alla produzione sostenibile di alimenti a Cuba. Quella scelta, inizialmente dettata dalla necessità, si è trasformata in una passione. Senza aspettarselo, si è innamorato della disciplina, ed in particolare dell’agroecologia, concludendo gli studi con il massimo dei voti (“titolo d’oro”). Mentre lavorava come professore presso l’Università Agraria di L’Avana (UNAH), ha iniziato inoltre a collaborare nell’ambito dei progetti di cooperazione offrendo assistenza tecnica a cooperative ed agricoltori.
Nel 2025 i loro percorsi si sono incontrati nel Programma Municipi Sostenibili. Oggi, entrambi operano come esperti tecnici mettendo a disposizione competenze ed esperienza per accompagnare i territori in un percorso di sviluppo più sostenibile. Li unisce un tratto comune: la volontà di contribuire, con impegno e generosità a migliorare le condizioni di vita delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Governance partecipativa ed energia pulita: leve centrali per la transizione ecologica in “Municipi Sostenibili”
Per Mailyn, lo sviluppo sostenibile parte da un elemento cardine: la governance partecipativa. Coinvolgere attivamente cittadini, istituzioni e attori locali significa costruire processi più inclusivi, trasparenti e duraturi. Non si tratta solo di pianificare, ma di condividere responsabilità e decisioni, creando politiche locali e progetti realmente radicati nei territori.
Uno dei momenti più significativi del programma nel 2025 è stato per Mailyn la valutazione dei fabbisogni (needs assessment) ed elaborazione dei progetti municipali. Attraverso un processo dinamico, che ha contato sulla partecipazione attiva di numerosi attori, è stato possibile individuare capacità, limitazioni, problematiche e stabilire le priorità di ciascun territorio. Questo ha permesso ai comuni di elaborare proposte concrete per affrontare la transizione ecologica partendo dalle proprie caratteristiche e potenzialità. “I comuni hanno compreso l’importanza di adottare un approccio strategico allo sviluppo locale sostenibile”, spiega Maylin. “Solo così è possibile definire le trasformazioni necessarie a costruire il modello di territorio che si vuole realizzare”.
Le sfide restano importanti: rafforzare la collaborazione tra attori pubblici e privati presenti nei territori in funzione di obiettivi e interessi comuni; aumentare la consapevolezza della popolazione sui temi della transizione ecologica e garantire che le iniziative siano sostenibili nel tempo e replicabili. Tutto questo deve avvenire in coerenza con i processi di decentramento e autonomia municipale attualmente in corso nel Paese.
Per Yadan, la transizione ecologica è un processo complesso che richiede conoscenze, strumenti e cambiamenti culturali. “Il Programma lavora proprio su questi aspetti: formazione degli attori locali, supporto alla ricerca per l’applicazione di innovazioni e tecnologie, oltre a facilitare percorsi di sensibilizzazione per promuovere comportamenti più sostenibili”.
Nel 2025, un’attività fondamentale è stata la realizzazione di audit energetici nei comuni coinvolti. I risultati hanno evidenziato una forte dipendenza da combustibili fossili e dal sistema nazionale per la generazione di elettricità. Allo stesso tempo, però, hanno messo in luce un dato importante: esiste un ampio potenziale per sviluppare energie rinnovabili. “In tutti i comuni analizzati abbiamo riscontrato opportunità concrete per la produzione di energia pulita”, sottolinea Yadan. “Il fotovoltaico, la biomassa e, in misura minore, l’eolico e l’idrico rappresentano risorse su cui costruire il cambiamento”, commenta lo specialista.
L’obiettivo è aiutare i comuni ad integrare al meglio la pianificazione energetica nelle strategie di sviluppo municipale, promuovendo politiche locali e alleanze tra attori pubblici e privati. Questo significa anche creare incentivi per la diffusione delle fonti rinnovabili (FRE) e adottare misure per migliorare l’efficienza energetica.
Un orizzonte di lavoro comune
Il lavoro di Mailyn e Yadan si muove ogni giorno su più livelli: facilitare lo scambio di esperienze, promuovere buone pratiche, introdurre approcci innovativi e rafforzare le capacità degli attori locali. Tra questi, anche modelli come Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano un riferimento importante per immaginare nuove forme di sviluppo sostenibile.
All’interno di AICS il loro contributo si traduce in supporto tecnico e metodologico alle controparti nazionali e locali nella pianificazione ed esecuzione delle attività di capacity building, di coordinamento e di monitoraggio.
Per entrambi, la transizione ecologica non è un concetto astratto: prende forma nei territori, nei comuni e nelle comunità. È lì che si costruisce, passo dopo passo, anche attraverso il coinvolgimento delle persone.
Dopo anni di esperienza Maylin e Yadan ne sono convinti: il cambiamento è possibile quando le comunità diventano protagoniste del proprio futuro.
Per saperne di più sulle storie di Mailyn e Yadan, così come sulle azioni che hanno accompagnato e promosso in Municipi Sostenibili, visita la pagina dedicata sul nostro sito.
